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Gli italiani in Germania: ancora un "Reservarmee" per il mercato del lavoro tedesco?

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Gli italiani in Germania: ancora un "Reservarmee" per il mercato del lavoro tedesco?
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Riprendiamo con interesse un articolo pubblicato da neodemos - popolazione società e politica.
Per leggere interamente il contributo, cliccare qui.

Con la crisi finanziaria ed economica, è ripresa l’emigrazione verso la Germania di tanti giovani e meno giovani cosi come di interi nuclei famigliari da Grecia, Spagna, Italia e Portogallo. L’aumento degli arrivi dall’Italia è passato da 24.502 persone nel 2010 (di cui 23.898 italiani) a 70.339 persone nel 2015 (di cui 57.191 italiani) (Statistisches Bundesamt 2017, 2012).


Pur essendo più presente nei settori dell´istruzione, delle attività professionali, scientifiche e tecniche e dell´informazione e della comunicazione, anche la manodopera italiana è spesso occupata in settori dove non è richiesta alcuna qualifica e dove non di rado è impiegata sotto la qualifica: per esempio, nei call-centers, nel ramo delle pulizie, in alcuni segmenti della ristorazione e nel settore assistenziale.

In molti casi, come nel passato per i Gastarbeiter, anche i nuovi immigrati italiani contribuiscono a soddisfare la richiesta di manodopera che non viene coperta dalla popolazione locale. In questo contesto ci si può chiedere se anche questi nuovi lavoratori europei “mobili” svolgono la funzione di Reservarmee o di cuscinetto (Pufferfunktion) avuta nel passato dalla manodopera straniera in Germania.